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		<title>In a safe place [day #11+12]</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 18:52:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In a safe place]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva un momento, durante la registrazione di un disco, in cui fare un salto di fede, oltrepassare un’immaginaria linea di confine, ed accettare il fatto che non si torna più indietro (a meno che non ci sia la Interscope a coprirti le spalle) e che – salvo qualche rettifica – quello che hai inciso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva un momento, durante la registrazione di un disco, in cui fare un salto di fede, oltrepassare un’immaginaria linea di confine, ed accettare il fatto che non si torna più indietro (a meno che non ci sia la <em>Interscope</em> a coprirti le spalle) e che – salvo qualche rettifica – quello che hai inciso è quello che rimarrà.<br />
L’alternativa sarebbe quella di ripartire da zero, e far finta di aver semplicemente “provato” a registrare&#8230; ma visto che non c’è nessun <em>Rick Rubin</em> ad orchestrare i destini di In a safe place, l’unica reale soluzione è quella di mettere da parte l’annoso ed incontrollabile perfezionismo che da sempre tormenta ogni singolo respiro dei <strong>7 Training Days</strong> e rasserenare gli animi in vista della fase più rognosa di tutto il gioco: il missaggio.</p>
<p>Il passo obbligato dunque è quello che prevede la realizzazione di un “rough mix”, una sorta di premissaggio di tutto quello che è stato inciso, senza lavorare troppo sui volumi e le dinamiche ma semplicemente ascoltando e mettendo a punto tutte le tracce per farne un cd e metabolizzarlo fino alla nausea per capire cosa va e cosa non va, dove intervenire, e soprattutto farsi un’idea (con il presupposto di sforzarsi di essere il più neutrali possibile) abbastanza vicina alla realtà di quello che sarà il prodotto finito.</p>
<p>L’occasione di lavorare sul “rough mix” arriva in due calde serate di fine maggio: nella prima ci sono Antonio e Simone ad assistere Andrea Stanisci, nella seconda c’è invece il solo Antonio a dare man forte al padrone di casa.<br />
Si procede in maniera abbastanza spedita e al termine della due giorni ecco le undici tracce messe per la prima volta su cd nell’ordine giusto, quello che verrà mantenuto fino alla fine della produzione.</p>
<p>Il bilancio è tutto sommato soddisfacente; a canzoni praticamente terminate, che avranno bisogno soltanto di qualche piccolo orpello per essere chiuse (<strong>In a safe place</strong>, <strong>Even more</strong>, <strong>A million rushes</strong>, <strong>Secret garden</strong>) se ne alternano altre ancora lontane dalla forma che dovrebbero avere (<strong>Stripes</strong>, <strong>Hole in the ground</strong>) ed altre ancora che avranno bisogno della “zampata” finale, quel tocco che ancora manca ma che è già in rampa di lancio (<strong>Beautiful bleeding</strong>, <strong>In a song</strong>).<br />
Prossimo passo: risuonare le parti da correggere e sovraincidere quel minimo che occorre.<br />
Ah, e fare pace con le ossessioni “kubrickiane”.</p>
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		<title>In a safe place [day #10]</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 20:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[In a safe place]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;A volte ciò che sembra alba non è&#8221; (Una serata al Niski Studio in 7 proverbi)
Cade a fagiolo questa citazione di Manuel Agnelli.
Il finale del precedente resoconto apriva spiragli sulla possibile chiusura delle registrazioni prima della pausa estiva&#8230; la verità è invece questo day #10 scritto in ritardo, e uno slittamento globale delle registrazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A volte ciò che sembra alba non è&#8221; (Una serata al <em>Niski Studio</em> in 7 proverbi)</p>
<p><em>Cade a fagiolo</em> questa citazione di Manuel Agnelli.<br />
Il finale del precedente resoconto apriva spiragli sulla possibile chiusura delle registrazioni prima della pausa estiva&#8230; la verità è invece questo day #10 scritto in ritardo, e uno slittamento globale delle registrazioni di un paio di mesi.</p>
<p>Certo, se i <strong>7 Training Days</strong> si arrendessero facilmente neanche ci sarebbero arrivati in studio, ma è <em>passata acqua peggiore sotto i ponti</em>&#8230;<br />
Tuttavia bando alle ciance, tocca parlare della seconda sessione di Achille e della sua chitarra “stereo”.</p>
<p>Mentre l&#8217;ancora (per poco) celibe chitarrista si appresta a preparare i ferri del mestiere, Simone e Antonio se ne vanno a cercare delle cibarie, vista l&#8217;ora di cena.  Oltre alla consueta scorta di birra, decidono di optare per delle pizze margherita a portar via.  Un grave sbaglio, vista la consistenza “cartonata” del prodotto, mandato giù solo per via della fame e delle abbondanti sorsate alcoliche.</p>
<p>Nel frattempo Achille, solitario dall&#8217;altra parte del vetro, sta affrontando <strong>Even more</strong>.<br />
Il brano, seppur complesso e pieno di finezze, non gli causa particolari problemi; il risultato è ottimo, la canzone ne esce valorizzata, impreziosita, e a tratti sembra di ascoltare un Gilmour più moderno al servizio di un progetto indie-rock.<br />
Anche <strong>A million rushes</strong> fila liscia, a parte qualche piccola difficoltà nelle cadenze in levare sotto le strofe.<br />
In A Song mostra qualche problema in più, la partitura “spy”, seppure accattivante, si dimostra un tantino troppo piena, e la complessità in questo caso risulta inversamente proporzionale all&#8217;immediatezza.  Sfoltendo alcuni passaggi dell&#8217;arpeggio però il gioco è fatto, e la ciliegina sulla torta è l&#8217;incredibile purezza di suono che viene fuori dal <em>Fender Twin Reverb</em>.</p>
<p>Ma&#8230; <em>non dire gatto se non ce l&#8217;hai nel sacco</em>!<br />
<strong>Beautiful bleeding</strong>, che dovrebbe essere, nelle intenzioni della band, la traccia iniziale, risulta la bestia nera.  Arrivati al coro, probabilmente il momento di maggior apertura di tutto il disco, ci accorgiamo che il giro di Achille non conduce alla catarsi desiderata, quella che vorremmo l&#8217;ascoltatore provasse ogni volta durante il ritornello.  Il suo arrangiamento parte bene, poi resta troppo sommerso in note gravi, perdendo brillantezza.  È la fine.<br />
Se volete un consiglio, scontato quanto vi pare, non cercate nuovi arrangiamenti in fase di registrazione; ne va del vostro tempo, dei vostri soldi, e della vostra tranquillità.<br />
Achille inizia a provare circa 367 cori diversi, inventando le soluzioni più disparate.<br />
Antonio, Simone e Andrea Stanisci cercano di aiutarlo fischiettando motivetti, facendo LA &#8211; LA &#8211; LA, imbracciando persino chitarre e basso&#8230; ma QUELL&#8217;arrangiamento, QUELLO che capisci subito che appartiene da sempre al pezzo, non vuole saperne di arrivare.<br />
Hai voglia a cercare meccanicamente le note per esclusione, la scintilla non si accende.<br />
Capiamo che è ora di smettere. Quel passaggio tocca ristudiarlo a casa, con calma.</p>
<p>Per il resto, proviamo a credere davvero che <em>chi va piano va sano e va lontano</em>, e <em>chi ben comincia è comunque a metà dell&#8217;opera</em>.<br />
<em> Chi vivrà, vedrà</em>.</p>
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		<title>In a safe place [day #9]</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[In a safe place]]></category>

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		<description><![CDATA[In a safe place è un titolo che significa molte cose.
E che parla anche di quei luoghi della mente nei quali rifugiarsi per vivere le cose a modo proprio, “tenendo i lupi fuori dalla porta”.
Ed è in un “posto sicuro” che si rifugia Achille nelle due folgoranti ore che gli bastano per dare fuoco a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In a safe place</strong> è un titolo che significa molte cose.<br />
E che parla anche di quei luoghi della mente nei quali rifugiarsi per vivere le cose a modo proprio, “tenendo i lupi fuori dalla porta”.<br />
Ed è in un “posto sicuro” che si rifugia Achille nelle due folgoranti ore che gli bastano per dare fuoco a sei tracce, senza soluzione di continuità.</p>
<p>Eppure, come in tutte le tradizioni romantiche che si rispettino, tutto era cominciato nel peggiore dei modi possibili.<br />
Il summit presso il <em>Niski Studio</em> è alle 18:30; l’obiettivo è quello di trovare i suoni di chitarra e buttare giù qualche pezzo guida per poter delineare i contorni del lavoro che seguirà.<br />
L’idea di Achille è quella di creare un suono stereo microfonando due ampli in serie; un’idea studiata a lungo e che si rivelerà poi una soluzione geniale ed azzeccatissima.<br />
Il set prevede una testata <em>Orange</em> su cassa <em>Marshall 1960</em> e un <em>Fender Twin Reverb</em> collegati attraverso uno switch che permette di modulare l’ampiezza e la presenza del suono a seconda delle necessità (maggiore azione sull’Orange per i pezzi più spinti, enfasi invece sul Fender per le parti pulite).</p>
<p>E’ il momento di iniziare ma, ovviamente, non può andare tutto liscio.<br />
Achille viene richiamato d’urgenza in ufficio lasciando Antonio e Andrea Stanisci in stand-by.<br />
La questione si fa più lunga del previsto, e l’unico modo di ingannare l’attesa è di buttarsi sulla cena.</p>
<p>Le lancette dell’orologio segnano ormai le 21 ed è palese oramai che la session verrà annullata; Antonio torna in studio dopo una deprimente pizza a <em>Panorama</em> e ci ritrova proprio Achille, giunto esattamente in quegli istanti.</p>
<p>Ed è qui che avviene l’inaspettato; qui che si compie l’ennesimo miracolo del rock ‘n roll.<br />
In un clima di giustificata tensione e nervosismo Achille imbraccia la fedele <em>Stratocaster</em>, si chiude da solo nella sala degli ampli, offre le spalle ad Antonio e Andrea che lo osservano attraverso il vetro della regia, e senza dire una parola si fa mandare in cuffia <strong>The straight road</strong>.<br />
E’ magia pura; il suono spalanca le mura del <em>Niski</em>, l’esecuzione è perfetta ed emozionante… buona la prima!<br />
Non c’è bisogno di tarare nulla, né di ritoccare imperfezioni, né di sovraincidere; e non c’è nemmeno bisogno di sprecare troppe parole.<br />
Achille chiede di farsi mandare in cuffia <strong>Stripes</strong>, <strong>Freckles</strong>, <strong>Hole in the ground</strong>, <strong>Secret garden</strong>, <strong>In a safe place</strong>.<br />
Tutto perfetto, tutto a prima take.</p>
<p>E’ pronto per andare avanti e finire il lavoro ma c’è un po’ di stanchezza generale e si preferisce interrompere le registrazioni.</p>
<p>Si esce dalle rispettive sale ed un abbraccio suggella il miracolo compiuto; sono le 23:30 ed è il momento di festeggiare degnamente con un <em>Pampero Especial</em>.<br />
Restano ancora quattro tracce di chitarra, e l’alba è sempre più vicina.</p>
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		<title>An end has a start</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 19:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, allo Zanzibar di Veroli (Frosinone), in un meraviglioso clima di festa abbiamo chiuso la nostra piccola stagione di concerti 2009/2010.
A farci compagnia sul palco gli amici fraterni Oil, con i quali abbiamo alternato quattro set da cinque canzoni ciascuno e chiuso poi la serata in una versione da “big band” di Have you [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, allo <strong>Zanzibar </strong>di Veroli (Frosinone), in un meraviglioso clima di festa abbiamo chiuso la nostra piccola stagione di concerti 2009/2010.<br />
A farci compagnia sul palco gli amici fraterni <a href="http://www.oilband.it/" target="_blank">Oil</a>, con i quali abbiamo alternato <a href="http://www.7trainingdays.com/?page_id=716">quattro set da cinque canzoni</a> ciascuno e chiuso poi la serata in una versione da “big band” di <strong>Have you ever seen the rain</strong>, dei <em>Creedence Clearwater Revival</em>.<br />
Giù dal palco invece, tutti coloro che hanno scelto di festeggiare con noi lasciando fuori dalla porta le temperature invernali e regalandoci un affetto davvero commovente.<br />
Grazie a tutti per esserci stati e grazie ovviamente anche a chi non c’era ma che nel corso dei tempi ha saputo manifestare a più riprese il legame con la nostra musica.</p>
<p>Vi vogliamo bene, sul serio.<br />
Ci rivediamo sulla strada tra qualche mese.</p>
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		<title>Turn out the lights</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 15:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live Shows]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato sera a Veroli chiuderemo la nostra piccola &#8220;stagione&#8221; (10 concerti negli ultimi 5 mesi) per cercare di dedicare tutte le energie residue alla chiusura del disco.
Grazie a chi ha avuto il cuore e le gambe per esserci anche solo una volta; ci rivedremo tra qualche mese!


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato sera a Veroli chiuderemo la nostra piccola &#8220;stagione&#8221; (10 concerti negli ultimi 5 mesi) per cercare di dedicare tutte le energie residue alla chiusura del disco.<br />
Grazie a chi ha avuto il cuore e le gambe per esserci anche solo una volta; ci rivedremo tra qualche mese!</p>
<p><a href="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/Zanzibar_maggio.jpg" rel="lightbox[706]"><img class="aligncenter size-full wp-image-712" title="Zanzibar_maggio" src="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/Zanzibar_maggio.jpg" alt="Zanzibar_maggio" width="480" height="679" /></a></p>
<p></a></p>
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		<title>In a safe place [day #8]</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 20:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[In a safe place]]></category>

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		<description><![CDATA[“Allora, la chitarra stavolta non mi serve… l’Ombra di Peter Pan l’ho presa, il Putto è già in macchina, sto pure in orario… perfetto, si parte per le sessions di voce!”
E’ più o meno questo il pensiero di Simone quando a Ceprano monta sul Pandino verde fiammante: destinazione Niski Studio, Ferentino.
A metà strada però, ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Allora, la chitarra stavolta non mi serve… l’<em>Ombra</em> di Peter Pan l’ho presa, il <em>Putto</em> è già in macchina, sto pure in orario… perfetto, si parte per le sessions di voce!”<br />
E’ più o meno questo il pensiero di Simone quando a Ceprano monta sul Pandino verde fiammante: destinazione <em>Niski Studio</em>, Ferentino.<br />
A metà strada però, ecco irrompere il classico sudore freddo dietro la schiena, quella reazione che significa che qualcosa gli è sfuggito, anche stavolta.<br />
Ovviamente sta andando a cantare dodici testi in inglese, sui quali sono state fatte da poco delle revisioni, e li ha dimenticati tutti a casa.<br />
Perfetto.<br />
Ma si va avanti: Antonio viene avvertito tempestivamente, carica i testi sul MacBook, e via verso lo studio.<br />
Anzi verso <em>Panorama</em> visto che è giusto ora di pranzo.<br />
Qui cade la seconda nota storta: il maxi menu a 5,90 stavolta delude di brutto, e il caffè è difficilissimo da trovare, visto che è domenica 25 aprile, ed è tutto chiuso.<br />
Insomma, dovendo dar retta ai segnali, sarebbe stato opportuno rimontare in macchina e tornare a casa.<br />
Terzo presagio: una volta arrivati in studio, Andrea &amp; Brothers devono mettere a posto una camionata di attrezzature usate per un service fatto a Roma il giorno precedente.<br />
Insomma si fanno le 16:00, e ancora non è stato intonato un singolo vocalizzo.<br />
Tutto questo, a fine serata, significherà almeno una cosa.<br />
Anzi, tre:</p>
<p>1) Non è sempre vero che il buongiorno si vede dal mattino.<br />
2) La ruota gira.<br />
3) Nulla è irreversibile, per dirla alla <em>Lost</em>.</p>
<p>Infatti si parte con la speranza di dare una bella sfrondata a cinque, sei canzoni, ma si riesce ad ottenere molto di più.<br />
L’ugola di Simone è in forma e si crea magicamente la giusta atmosfera.<br />
<strong> Even more</strong>, come sempre, è la prescelta per iniziare.<br />
La prima take risulta subito buona, ma Andrea non è convinto.<br />
Il consiglio è semplice ma vitale: “Ok, adesso fregatene della tecnica, del diaframma, del tempo giusto. Cantala e basta. Lasciati andare.”<br />
Il <em>Putto</em> annuisce come l’Uomo del Monte.<br />
La seconda take, in effetti, risulta più sentita. Manca ancora qualcosa però per dare più calore alla voce di Simone.<br />
Andrea tira fuori dal cilindro un paio di shots di un liquore dolce fatto in casa.<br />
Simone non chiede il nome né gli ingredienti, meglio di no… ma gradisce alquanto, così come le sue corde vocali, che iniziano a fare davvero sul serio.<br />
Inutile scrivere il solito elenco &#8220;song by song&#8221;, le registrazioni procedono abbastanza spedite con, essenzialmente, solo un paio di intoppi.<br />
Uno, tecnico, riguarda il coro di <strong>Beautiful bleeding</strong>, che sulla carta prevede degli allunghi in falsetto su Sol maggiore.<br />
Il risultato non è abbastanza convincente, e non ci si può accontentare.<br />
Simone ha qualche difficoltà a modulare quel falsetto; per interpretarlo e caricarlo non ne tiene bene il controllo. Anche in questo caso il consiglio di Andrea risulta efficace: “Perché non lo canti a piena voce? Verrebbe meglio.”<br />
Segue mezz’ora in cui Simone rischia di strapparsi la gola in allunghi estenuanti… ma la resa, in effetti, è tutta un’altra cosa.<br />
L’altro intoppo, se così si può chiamare, riguarda l’annosa controversia Antonio/Simone, una di quelle che risalgono alla notte dei tempi.<br />
Tipico esempio di discussione:</p>
<p>Antonio: “Mi raccomando, cantala semplice”.<br />
Simone: “Ma è già semplice”.<br />
Antonio: “No no… troppi svolazzi, troppe variazioni”.<br />
Simone: “Boh… eppure l’ho asciugata”.<br />
Antonio: “Ma se sembravi Gandalf!”<br />
Simone: “Ah! Ah! Ah! Dici che è troppo teatrale?”<br />
Antonio: “Eeeeh!”<br />
Simone: “Ok, riprovo. Ma poi ne faccio una più interpretata”.<br />
Antonio: “Vabbe’, ma almeno la strofa cantala come… come se parlassi, così, normale”.</p>
<p>Insomma, un tira e molla che tende poi, necessariamente, a una via di mezzo. E anche questo dà i suoi risultati.<br />
Quando alle 19:45 Antonio propone di smettere, Simone dà una scorsa ai testi e annuncia: “Oh, guarda che mancano solo 2 canzoni!”<br />
Antonio è basito.<br />
Eppure è così: finisce che in sole 3 ore e mezzo vengono archiviate 2 versioni per ogni brano, più buona parte dei controcanti.<br />
Andrea consegna a Simone la medaglia ufficiale dello studio, con l’onorificenza di essere diventato il cantante più veloce ad aver registrato, al <em>Niski</em>, le parti di un disco intero.<br />
L&#8217;<em>Ombra</em> applaude, commossa, e torna la speranza di riuscire a chiudere tutto entro l’estate.</p>
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		<title>Greetings from the past</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 17:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E sabato si torna nel posto in cui suonammo la prima volta, long time ago:

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			<content:encoded><![CDATA[<p>E sabato si torna nel posto in cui suonammo la prima volta, long time ago:<br />
<a href="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/nordovest.jpg" rel="lightbox[677]"><img class="aligncenter size-full wp-image-678" title="nordovest" src="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/nordovest.jpg" alt="nordovest" width="480" height="679" /></a></p>
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		<title>A quiet night, again</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 21:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/satyricon_aprile.jpg" rel="lightbox[667]"><img class="aligncenter size-full wp-image-668" title="satyricon_aprile" src="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/satyricon_aprile.jpg" alt="satyricon_aprile" width="480" height="679" /></a></p>
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		<title>Last minute</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 16:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live Shows]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/ilminuto1.jpg" rel="lightbox[658]"><img class="aligncenter size-full wp-image-659" title="ilminuto" src="http://www.7trainingdays.com/wp-content/uploads/ilminuto1.jpg" alt="ilminuto" width="707" height="500" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Black Lodge, pt. 2</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 19:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>7TrainingDays</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live Shows]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre davanti alle tende rosse del Satyricon, estratti da
 The man who sold the world (David Bowie)
Freckles
So. Central rain (R.E.M.)
Even more
Secret garden
Stripes
Have you ever seen the rain (Creedence Clearwater Revival)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre davanti alle tende rosse del <em>Satyricon</em>, estratti da<br />
<strong> The man who sold the world <span style="font-weight: normal;">(<em>David Bowie</em>)</span><br />
Freckles<br />
So. Central rain <span style="font-weight: normal;">(<em>R.E.M.</em>)</span><br />
Even more<br />
Secret garden<br />
Stripes<br />
Have you ever seen the rain </strong>(<em>Creedence Clearwater Revival</em>)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/klCRwCpmONE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/klCRwCpmONE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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