In a safe place [day #8]

“Allora, la chitarra stavolta non mi serve… l’Ombra di Peter Pan l’ho presa, il Putto è già in macchina, sto pure in orario… perfetto, si parte per le sessions di voce!”
E’ più o meno questo il pensiero di Simone quando a Ceprano monta sul Pandino verde fiammante: destinazione Niski Studio, Ferentino.
A metà strada però, ecco irrompere il classico sudore freddo dietro la schiena, quella reazione che significa che qualcosa gli è sfuggito, anche stavolta.
Ovviamente sta andando a cantare dodici testi in inglese, sui quali sono state fatte da poco delle revisioni, e li ha dimenticati tutti a casa.
Perfetto.
Ma si va avanti: Antonio viene avvertito tempestivamente, carica i testi sul MacBook, e via verso lo studio.
Anzi verso Panorama visto che è giusto ora di pranzo.
Qui cade la seconda nota storta: il maxi menu a 5,90 stavolta delude di brutto, e il caffè è difficilissimo da trovare, visto che è domenica 25 aprile, ed è tutto chiuso.
Insomma, dovendo dar retta ai segnali, sarebbe stato opportuno rimontare in macchina e tornare a casa.
Terzo presagio: una volta arrivati in studio, Andrea & Brothers devono mettere a posto una camionata di attrezzature usate per un service fatto a Roma il giorno precedente.
Insomma si fanno le 16:00, e ancora non è stato intonato un singolo vocalizzo.
Tutto questo, a fine serata, significherà almeno una cosa.
Anzi, tre:

1) Non è sempre vero che il buongiorno si vede dal mattino.
2) La ruota gira.
3) Nulla è irreversibile, per dirla alla Lost.

Infatti si parte con la speranza di dare una bella sfrondata a cinque, sei canzoni, ma si riesce ad ottenere molto di più.
L’ugola di Simone è in forma e si crea magicamente la giusta atmosfera.
Even more, come sempre, è la prescelta per iniziare.
La prima take risulta subito buona, ma Andrea non è convinto.
Il consiglio è semplice ma vitale: “Ok, adesso fregatene della tecnica, del diaframma, del tempo giusto. Cantala e basta. Lasciati andare.”
Il Putto annuisce come l’Uomo del Monte.
La seconda take, in effetti, risulta più sentita. Manca ancora qualcosa però per dare più calore alla voce di Simone.
Andrea tira fuori dal cilindro un paio di shots di un liquore dolce fatto in casa.
Simone non chiede il nome né gli ingredienti, meglio di no… ma gradisce alquanto, così come le sue corde vocali, che iniziano a fare davvero sul serio.
Inutile scrivere il solito elenco “song by song”, le registrazioni procedono abbastanza spedite con, essenzialmente, solo un paio di intoppi.
Uno, tecnico, riguarda il coro di Beautiful bleeding, che sulla carta prevede degli allunghi in falsetto su Sol maggiore.
Il risultato non è abbastanza convincente, e non ci si può accontentare.
Simone ha qualche difficoltà a modulare quel falsetto; per interpretarlo e caricarlo non ne tiene bene il controllo. Anche in questo caso il consiglio di Andrea risulta efficace: “Perché non lo canti a piena voce? Verrebbe meglio.”
Segue mezz’ora in cui Simone rischia di strapparsi la gola in allunghi estenuanti… ma la resa, in effetti, è tutta un’altra cosa.
L’altro intoppo, se così si può chiamare, riguarda l’annosa controversia Antonio/Simone, una di quelle che risalgono alla notte dei tempi.
Tipico esempio di discussione:

Antonio: “Mi raccomando, cantala semplice”.
Simone: “Ma è già semplice”.
Antonio: “No no… troppi svolazzi, troppe variazioni”.
Simone: “Boh… eppure l’ho asciugata”.
Antonio: “Ma se sembravi Gandalf!”
Simone: “Ah! Ah! Ah! Dici che è troppo teatrale?”
Antonio: “Eeeeh!”
Simone: “Ok, riprovo. Ma poi ne faccio una più interpretata”.
Antonio: “Vabbe’, ma almeno la strofa cantala come… come se parlassi, così, normale”.

Insomma, un tira e molla che tende poi, necessariamente, a una via di mezzo. E anche questo dà i suoi risultati.
Quando alle 19:45 Antonio propone di smettere, Simone dà una scorsa ai testi e annuncia: “Oh, guarda che mancano solo 2 canzoni!”
Antonio è basito.
Eppure è così: finisce che in sole 3 ore e mezzo vengono archiviate 2 versioni per ogni brano, più buona parte dei controcanti.
Andrea consegna a Simone la medaglia ufficiale dello studio, con l’onorificenza di essere diventato il cantante più veloce ad aver registrato, al Niski, le parti di un disco intero.
L’Ombra applaude, commossa, e torna la speranza di riuscire a chiudere tutto entro l’estate.


Un commento a “In a safe place [day #8]”

Scrivi un commento